POLITICHE GIOVANILI: MOLTEPLICI STRUMENTI NORMATIVI SENZA ANALISI
Prof. avv. Nicola Crisci
Docente f.r. di Diritto del Lavoro
nell’Università degli Studi di Salerno
Sulle Politiche giovanili, nelle loro varie e diverse aree, abbondano le pubblicazioni, soprattutto giornalistiche ed in particolare sociologiche sui vari e diversi strumenti normativi.
Preferiamo alcune riflessioni, sommarie, anche perché brevi, soffermandoci sulla Regione Campania e per qualche considerazione propositiva sulla Provincia di Salerno.
A nostro avviso la precedente legislazione regionale, per le previste competenze in materia, è deludente, in relazione comparativa ai provvedimenti delle regioni e delle province del Centro Nord.
Non riteniamo di avere operanti basi normative per il presente.
In materia è da consigliare un monitoraggio specifico, anche per le Province.
Soprattutto è indispensabile una ricerca comparata sulla normativa delle Politiche giovanili, per individuare i provvedimenti attuati con risultati positivi, per proporre un possibile e sostenibile modello regionale e per le province non ignorando i condizionamenti culturali e delle armonie locali.
Come premesso in materia di Politiche giovanili vi sono indagini e ricerche, da Italia Lavoro all’ISFOL, da enti ed associazioni ed organizzazioni, Consiglieri regionali e provinciali non possono dedicarsi al relativo studio e, pertanto, occorrono individuare e predisporre pertinenti strumenti conoscitivi.
Strumenti conoscitivi oltre la competenza dei burocrati addetti alle strutture. Burocrati sprovvisti di formazione continua, melius di pertinenti conoscenze teoriche ed operative come constatiamo durante le lezioni a specifici corsi di aggiornamenti promossi da ordini e collegi di professionisti.
Professionisti, laureati e diplomati, che in materia di economia del lavoro e di legislazione del lavoro e sociale, raramente hanno potuto studiare su testi specifici. In particolare di economia locale e regionale, ricordando che i Rapporti annuali della Banca d’Italia vengono destinati ad alcuni giornalisti, preferibilmente.
Così ecco alcuni recentissimi titoli: Bankitalia. Il rapporto annuale disegna uno scenario disastroso: si salva solo l’agroalimentare, Campania: economia al lumicino (Eduardo Caguazzi), Roma, 8 giugno 2010; Il rapporto. La via direttrice al Sud più difficile aprire un’impresa. Bankitalia dramma Campania. 70mila lavoratori in meno nel 2009 di Pa.Man (Corriere del Mezzogiorno).
Il problema della “grave recessione economica nella Provincia di Salerno è stato discusso in Prefettura durante la riunione dell’Osservatorio del credito, presieduto dal prefetto Marchionne, come hanno riportato le cronache locali.
Premesso che il nuovo Statuto della Regione Campania all’art. 24 prevede il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro, composti nei modi previsti dalla legge regionale, con gratuità delle cariche e disciplina il rimborso spese, considerata complessa e disarticolata composizione, non può ignorarsi ancora che in ogni provincia ed anche nei comuni abbondano gli assessorati al lavoro con urgenza preliminare occorre predisporre cosiddette conferenze di servizi alla ricerca di percorsi operativi territoriali, per esempio, consigli monocratici sulle Politiche giovanili. Con documenti di base e con esperti qualificati con rinunzia e compensi, soprattutto ristrutturando gli staff, caratterizzati da personalizzati meriti estranei al servizio pubblico.
Problema preliminare per le Politiche giovanili è una politica regionale concreta rivolta alle piccole imprese ed agli artigiani, promuovendo indagini locali, prescindendo dai soliti convegni, senza alcune motivate analisi e senza presenza di qualificati esperti accademici locali.
Per il momento è da segnalare, per trasparenza, la deliberata pubblicazione di tutti gli atti della Commissione del lavoro del Consiglio provinciale di Salerno, sul relativo sito, per iniziativa del presidente avv. Antonio Cammarota.
Abbiamo soltanto accennato al bilancio negativo con gli attuali strumenti negativi della Regione Campania deliberatamente attendendo risposte dai precedenti protagonisti: dai consiglieri, dagli amministratori e dai burocrati.




